Customer journey e buyer journey: differenze, fasi e mappa

Schede e materiali che rappresentano diversi momenti del percorso di un cliente.

Una persona può scoprire la tua attività attraverso un consiglio, cercare il tuo nome su Google, leggere le recensioni e visitare il sito soltanto dopo qualche giorno. Potrebbe chiedere informazioni, confrontare altre offerte e tornare da te quando ha chiarito la propria esigenza.

Il customer journey riguarda questo percorso, compreso ciò che accade durante l’utilizzo del servizio e dopo l’acquisto. Studiare i diversi passaggi ti aiuta a capire quali informazioni cercano i clienti, quali difficoltà incontrano e dove puoi migliorare l’esperienza.

Vediamo come ricostruirlo e preparare una customer journey map, con un esempio riferito a una piccola attività.

Che cos’è il customer journey

Il customer journey, in italiano percorso del cliente, comprende le esperienze e le interazioni attraverso cui una persona cerca di soddisfare un’esigenza nella relazione con un’attività, un prodotto o un servizio.

Può iniziare prima che conosca il tuo nome e proseguire dopo la vendita: ricerca, confronto, richiesta di informazioni, acquisto, utilizzo, assistenza ed eventuali rapporti successivi.

Il percorso può comprendere contatti diretti, come il sito o una tua risposta, e indiretti, come il consiglio di un conoscente o una recensione. Alcuni passaggi sono osservabili attraverso gli strumenti che utilizzi; altri richiedono il racconto delle persone.

Per esempio, puoi sapere che qualcuno ha compilato un modulo, ma non conoscere tutte le ricerche e i confronti svolti prima. Per ricostruire quel tratto del percorso servono informazioni aggiuntive.

Quali sono le fasi del customer journey

Le fasi aiutano a organizzare l’analisi. Una suddivisione frequente comprende scoperta, valutazione, acquisto, utilizzo e relazione successiva, ma va adattata al servizio e alla situazione osservata.

Scoperta dell’esigenza e delle possibili soluzioni

La persona riconosce una necessità e inizia a capire come affrontarla. Può cercare informazioni, parlare con altre persone o approfondire un contenuto che ha trovato.

In questa fase potrebbe conoscere poco il servizio. È utile capire quali parole utilizza e quali spiegazioni le permettono di riconoscere le soluzioni disponibili.

Valutazione delle alternative

Approfondisce offerte, caratteristiche e modalità. Può consultare siti, leggere esperienze di altri clienti e chiedere informazioni, prima di valutare se un servizio sia adatto.

Le domande cambiano secondo l’offerta: destinatari, tempi, materiali ricevuti, organizzazione e prezzo possono avere un peso diverso. La proposta di valore deve trovare spiegazioni sufficienti nelle pagine e nei materiali che la persona consulta.

Richiesta e acquisto

Il cliente sceglie di procedere e segue i passaggi previsti: richiede un preventivo, prenota oppure acquista direttamente. In alcuni servizi queste azioni sono distinte e possono richiedere tempo.

Esamina quali informazioni deve fornire e cosa riceve dopo la richiesta. Un modulo inviato senza conferma, per esempio, può lasciare incerto se il messaggio sia arrivato.

Avvio e utilizzo del servizio

Dopo l’acquisto, la persona deve sapere come iniziare e cosa fare. Può dover compilare un questionario, inviare materiali, accedere a un’area riservata o presentarsi a un appuntamento, secondo il servizio.

La mappa deve considerare anche la consegna e il lavoro svolto: ciò che viene comunicato prima dell’acquisto crea aspettative che il cliente confronterà con l’esperienza.

Assistenza e relazione successiva

Il percorso può proseguire con chiarimenti, assistenza, riacquisti, rinnovi o passaparola. Anche quando il servizio risponde a un bisogno occasionale, la persona può avere domande dopo la conclusione.

Non ogni attività deve prevedere un acquisto ricorrente. Prima di progettare comunicazioni successive, chiarisci quali informazioni o servizi possano essere utili in quella situazione.

Il percorso del cliente non è sempre lineare

Le fasi non descrivono una sequenza obbligatoria. Una persona può tornare a confrontare i servizi dopo aver ricevuto un preventivo, interrompere la ricerca o riprenderla quando cambiano le sue necessità.

Può anche alternare canali: vedere un contenuto sul telefono, chiedere un parere, leggere il sito dal computer e scrivere un’email. La singola visita racconta soltanto una parte di questa esperienza.

Se vendi alle imprese, possono essere coinvolte persone diverse: chi cerca informazioni, chi utilizzerà il servizio e chi approva la spesa. Verifica quali passaggi richiedano un approfondimento separato, senza attribuire a tutti le stesse domande.

Che cosa sono i touchpoint

I touchpoint sono i punti di contatto attraverso cui la persona incontra l’attività o informazioni che la riguardano. Possono essere digitali o fisici, diretti o indiretti.

  • Un risultato di ricerca o una scheda su una mappa.
  • Una recensione, un consiglio o una conversazione.
  • Una pagina del sito, un annuncio o un contenuto social.
  • Un modulo, un’email e la risposta ricevuta.
  • Un negozio, un laboratorio o un appuntamento.
  • I materiali consegnati e l’assistenza successiva.

Lo stesso punto di contatto può avere funzioni diverse. Una pagina del sito può servire a conoscere un’offerta, controllare un’informazione dopo il preventivo o ritrovare le istruzioni per iniziare.

Che cos’è una customer journey map

La customer journey map è la rappresentazione del percorso di un determinato cliente o gruppo in una situazione definita. Organizza fasi, azioni, contatti, domande e difficoltà, per individuare interventi da valutare.

Può includere pensieri ed emozioni, quando sono sostenuti da riscontri. Se una persona abbandona una pagina, il dato mostra un comportamento; non permette da solo di sapere se fosse confusa, delusa o semplicemente interrotta.

La mappa può essere una tabella o un documento visivo più articolato. La sua utilità dipende dalla qualità delle informazioni e dal collegamento con il lavoro da fare, oltre che dalla facilità con cui viene letta.

Mappa attuale e mappa futura

Una mappa attuale descrive ciò che accade oggi, utilizzando le informazioni disponibili e segnalando le lacune. Puoi iniziare anche da ipotesi, purché siano riconoscibili e vengano poi verificate.

Una mappa futura descrive invece l’esperienza che vorresti offrire dopo gli interventi. Tenerle distinte permette di capire quali cambiamenti hai progettato e cosa devi osservare per valutarli.

Come costruire la mappa del percorso cliente

Definisci pubblico, situazione e obiettivo

Scegli quale servizio esaminare e quale esperienza vuoi comprendere. Per esempio, puoi ricostruire il primo acquisto di un cliente oppure l’avvio del servizio dopo una richiesta di preventivo.

Parti dal pubblico di riferimento e considera le differenze che possono cambiare il percorso. Chi acquista per la prima volta potrebbe aver bisogno di spiegazioni diverse rispetto a chi conosce già il lavoro.

Raccogli racconti e dati

Puoi chiedere ai clienti come è nata l’esigenza, quali ricerche hanno fatto, che cosa hanno consultato e quali dubbi hanno avuto. Le risposte possono essere raccolte anche con domande scritte riferite a un’esperienza recente.

Integra questi racconti con richieste ricevute, risposte inviate, dati del sito e segnalazioni di assistenza. Osservare come le persone cercano un’informazione o utilizzano una pagina può aiutare ad approfondire problemi specifici.

Conserva il riferimento alle fonti e distingui gli episodi singoli dai temi ricorrenti. Una difficoltà raccontata da una persona merita attenzione, ma non descrive automaticamente l’esperienza di tutti.

Ricostruisci le fasi e individua cosa manca

Per ogni fase annota che cosa fa il cliente, quali informazioni cerca e attraverso quali contatti. Aggiungi le difficoltà emerse e indica dove non hai dati sufficienti.

Se il cliente chiede più volte la stessa informazione, verifica se esiste, dove si trova e se viene spiegata in modo comprensibile. Una domanda ripetuta può suggerire un problema, che va approfondito prima di scegliere la modifica.

Seleziona gli interventi e assegna responsabilità

Valuta quali difficoltà hanno conseguenze importanti e quali cambiamenti puoi realizzare. Per ogni intervento chiarisci chi se ne occuperà e come verificherai se ha aiutato le persone.

Potresti dover aggiungere una spiegazione alla pagina, migliorare una conferma di ricezione o organizzare le istruzioni iniziali. La revisione può riguardare sia comunicazione sia funzionamento del servizio.

Esempio di customer journey map: un servizio di montaggio mobili

Immaginiamo una persona che abbia acquistato dei mobili e cerchi un professionista per montarli. Il caso e la mappa sono ipotetici: rappresentano una prima traccia da confrontare con esperienze reali.

Fase Azioni e punti di contatto ipotizzati Domande da approfondire
Ricerca Cerca il servizio nella propria zona e consulta risultati e mappe. Come capisce se l’attività serve il suo indirizzo?
Confronto Visita le pagine di più fornitori e legge alcune recensioni. Trova informazioni sui mobili e sulle lavorazioni per cui può chiedere assistenza?
Richiesta Invia una descrizione e le informazioni disponibili sui mobili. Sa quali dati servono e se la richiesta è stata ricevuta?
Organizzazione Riceve la proposta e concorda l’intervento in relazione alla consegna dei mobili. Comprende i passaggi per confermare e cosa deve preparare?
Servizio Accoglie il professionista e verifica con lui il lavoro previsto. L’intervento corrisponde a ciò che aveva compreso dalla proposta?
Dopo il lavoro Utilizza i mobili e può chiedere chiarimenti sul servizio ricevuto. Sa come contattare il fornitore se emerge una domanda?

Supponiamo che il fornitore raccolga riscontri sul passaggio della richiesta: alcune persone hanno inviato informazioni incomplete perché il modulo non chiariva quali dati fossero necessari.

Prima di aggiungere molti campi, può esaminare quali informazioni siano indispensabili e quali possano essere approfondite successivamente. Può poi rivedere istruzioni e conferma di ricezione, verificando con nuovi utenti se il passaggio sia comprensibile.

Per valutare l’intervento può osservare quante richieste contengono le informazioni necessarie, quante richiedono integrazioni e quali domande continuano a ricorrere. Il confronto deve tenere conto anche del tipo di richieste e delle eventuali modifiche ai canali utilizzati.

Qual è la differenza tra customer journey e funnel?

Il customer journey mette al centro l’esperienza della persona, comprese interazioni e passaggi che l’attività non può osservare interamente. Il funnel organizza invece il percorso in fasi utili a progettare e misurare azioni, come visita, iscrizione, richiesta e acquisto.

La distinzione non coincide con “prima e dopo la vendita”: anche un funnel può includere rinnovi e riacquisti. Cambiano soprattutto il punto di vista e il livello di sintesi.

La conoscenza del journey può aiutare nella progettazione di campagne e funnel, perché permette di approfondire quali informazioni servano e cosa accada tra i passaggi misurati. Le persone continueranno comunque a seguire percorsi diversi da quello previsto.

Customer journey, user journey e service blueprint

Una user journey si concentra sull’esperienza di un utilizzatore nel raggiungere un obiettivo; nell’uso professionale il termine può sovrapporsi a customer journey. È utile precisare il perimetro della mappa, invece di affidarsi soltanto al nome.

Un flusso di utilizzo, o user flow, descrive più nel dettaglio passaggi e alternative nell’interazione con un sistema, come la compilazione di un modulo. Il service blueprint collega invece l’esperienza visibile al cliente alle attività interne e di supporto necessarie a erogare il servizio.

Se una conferma non arriva, la journey map può mostrare la difficoltà vissuta dal cliente. Per capire come viene generata, chi la controlla e quali processi coinvolge può servire approfondire il funzionamento interno.

Come verificare i miglioramenti nel tempo

Per ogni intervento scegli un criterio pertinente. Puoi osservare comprensione delle informazioni, completamento delle richieste, tempi di risposta o problemi nell’avvio del servizio, insieme ai riscontri delle persone.

Collega questi dati agli obiettivi di marketing e all’esperienza che vuoi migliorare. Un aumento dei moduli inviati, per esempio, va letto insieme alla pertinenza e alla completezza delle richieste.

Aggiorna la mappa quando cambi offerta, canale o processo e conserva la versione precedente. Potrai confrontare le difficoltà iniziali con ciò che osservi dopo il lavoro.

Gli errori da evitare nella mappatura

Il primo errore è descrivere soltanto i passaggi che vorresti far seguire al cliente. Se stai ricostruendo il percorso attuale, devi includere anche interruzioni, confronti esterni e informazioni mancanti.

Un altro errore è compilare pensieri ed emozioni immaginando come dovrebbe sentirsi una persona. Segnala le ipotesi e cerca riscontri, senza interpretare automaticamente ogni comportamento.

Infine, evita una mappa troppo ampia per essere utilizzata. Scegli un’esperienza precisa e collega le difficoltà a interventi, responsabilità e verifiche. Se emergono problemi nelle informazioni e nei percorsi del sito, puoi approfondire il lavoro previsto dalla consulenza siti web.

Immagine di Pamela Guccione
Pamela Guccione

Dott.ssa Magistrale in Management presso l'università Commerciale L.Bocconi di Milano, consulente marketing strategico e fondatrice di Melagraphic.
Aiuto professionisti e attività locali a valorizzare la propria attività e ad acqisire clienti con strategie di marketing mirate.