Il digital marketer si occupa di marketing attraverso i canali digitali: studia il pubblico, prepara o applica un piano di attività e ne valuta i risultati. Può lavorare in azienda, in agenzia oppure come freelance, con una specializzazione o seguendo più aree collegate.
Digital marketer e freelance non indicano due professioni diverse. Il primo termine descrive l’ambito di lavoro; il secondo indica che il professionista opera in modo indipendente. Anche l’espressione “marketing freelance” può quindi riferirsi a competenze e incarichi differenti.
In questa guida vediamo quali attività può svolgere un digital marketer, quali competenze servono e come si organizza il lavoro, sia per chi vuole avvicinarsi alla professione sia per chi sta valutando una collaborazione.
Che cosa significa digital marketer
Il significato italiano è “professionista del marketing digitale”. La denominazione comprende attività che collegano un’offerta alle persone potenzialmente interessate, usando strumenti come sito, motori di ricerca, social, email e pubblicità online.
Il Fondo per la Repubblica Digitale richiama, tra i compiti di questa figura, la definizione del pubblico e degli obiettivi, la scelta della strategia e l’analisi dei dati. Il lavoro richiede quindi di comprendere che cosa si vuole ottenere, oltre a conoscere gli strumenti.
Il titolo può descrivere profili diversi. Una persona può concentrarsi sui contenuti e sulla ricerca organica, un’altra sulle campagne pubblicitarie, un’altra ancora sulle email e sulla gestione dei contatti. Per capire che cosa sa fare, occorre guardare il suo lavoro effettivo.
Che cosa fa un digital marketer: attività e consegne
Le attività dipendono dall’incarico, dall’esperienza e dall’organizzazione in cui lavora. La tabella presenta alcuni esempi: non è un elenco di prestazioni che ogni digital marketer deve offrire.
| Area | Esempio di attività | Esempio di consegna |
|---|---|---|
| Analisi e pianificazione | Studiare pubblico, offerta e canali già usati | Documento con osservazioni, priorità e piano di lavoro |
| Contenuti e SEO | Individuare domande da affrontare e organizzare le pagine | Mappa dei contenuti, indicazioni editoriali o testi |
| Social media | Preparare contenuti e organizzarne la pubblicazione | Calendario, materiali e resoconto delle attività |
| Pubblicità online | Preparare e gestire campagne secondo un obiettivo | Annunci, impostazioni e analisi dell’andamento |
| Email marketing | Organizzare messaggi per destinatari e situazioni diverse | Email, sequenze e verifiche del funzionamento |
| Analisi dei risultati | Leggere i dati e individuare problemi o opportunità | Report commentato con proposte per il periodo successivo |
Una consegna dovrebbe essere utilizzabile da chi la riceve. Per esempio, un calendario che riporta soltanto “pubblicare un post” offre poche indicazioni; un documento che specifica argomento, destinatario, scopo e materiali necessari permette di organizzare il lavoro.
La stessa distinzione vale per i report: oltre ai numeri, servono spiegazioni su che cosa è stato osservato e quali decisioni si possono prendere.
Quali competenze deve avere
Le competenze si costruiscono combinando conoscenze di marketing, pratica sugli strumenti e capacità di lavorare con altre persone. Anche ITSSI, nella propria guida alla formazione nel settore, affianca competenze tecniche, pianificazione, lettura dei dati e capacità personali.
Comprendere pubblico, offerta e obiettivi
Prima di preparare un contenuto o una campagna, occorre capire a chi ci si rivolge e quale bisogno si vuole affrontare. Una stessa attività può offrire servizi a destinatari diversi, con domande e criteri di scelta differenti.
Un esercizio utile consiste nel descrivere una situazione concreta: chi cerca il servizio, che cosa vuole risolvere, quali informazioni gli mancano e quale passo può fare dopo. Questo aiuta a collegare le attività al pubblico di riferimento.
Scrivere e organizzare le informazioni
Serve saper trasformare un argomento in un contenuto comprensibile, rispettando destinatario e formato. La pagina di un servizio, una newsletter e un annuncio hanno spazi e funzioni differenti.
Per chi lavora sui contenuti, la competenza comprende anche la verifica delle fonti, la revisione e la capacità di distinguere informazioni essenziali e approfondimenti. La strategia di content marketing aiuta a organizzare questi elementi nel tempo.
Usare gli strumenti della propria specializzazione
Le conoscenze operative vanno approfondite rispetto al lavoro offerto. Chi gestisce campagne deve saperne controllare impostazioni e funzionamento; chi prepara email deve saper verificare messaggi, collegamenti e sequenze; chi segue contenuti SEO deve comprendere ricerche e struttura delle pagine.
Conoscere i nomi delle piattaforme è un punto di partenza. La competenza si vede anche nel riconoscere un errore, descriverlo e capire quando coinvolgere uno specialista.
Interpretare i dati
Leggere un risultato richiede di conoscere la metrica, la sua origine e i suoi limiti. Clic, visite, richieste e clienti acquisiti descrivono passaggi diversi.
Per esempio, se una campagna porta molte visite e nessuna richiesta, occorre controllare pubblico, messaggio, pagina di destinazione e funzionamento del contatto. Il numero delle visite, da solo, lascia aperte tutte queste possibilità.
Organizzare il lavoro e comunicarlo
Scadenze, revisioni, materiali da ricevere e approvazioni fanno parte del lavoro quotidiano. È utile saper scrivere aggiornamenti comprensibili e segnalare per tempo quando manca un’informazione necessaria.
Una buona organizzazione permette anche di distinguere ciò che si può svolgere personalmente da ciò che richiede un collaboratore.
Come cambia il lavoro quando si è freelance
Un digital marketer freelance offre le proprie competenze a clienti o agenzie e organizza la propria attività. Accanto alle consegne deve gestire richieste commerciali, preventivi, programmazione e amministrazione.
Può seguire un incarico circoscritto, come preparare una sequenza di email, oppure una collaborazione continuativa. Questa seconda modalità richiede di stabilire attività ricorrenti, tempi di aggiornamento e criteri di verifica.
L’autonomia organizzativa va costruita insieme agli impegni presi. Lavorare da remoto può essere compatibile con questionari, documenti condivisi e comunicazioni scritte; il metodo va reso chiaro al cliente, compresi i momenti in cui servono risposte o approvazioni.
Per chi affida l’incarico, è utile conoscere la disponibilità del freelance e sapere come verranno gestiti i passaggi che coinvolgono altri fornitori.
Un esempio di lavoro su una newsletter
Immagina un incarico ipotetico: un’attività vuole preparare una serie di email per presentare un nuovo servizio ai propri iscritti.
Il primo passaggio consiste nel raccogliere informazioni sul servizio e sui destinatari a cui è pertinente. Seguono la scelta delle domande da affrontare, la scrittura, la revisione e l’eventuale configurazione nella piattaforma, se compresa nell’incarico.
Prima dell’invio occorre controllare contenuti, destinatari, collegamenti e visualizzazione. Successivamente si osservano i dati disponibili e le risposte ricevute, evitando di equiparare un clic a una richiesta commerciale.
Le consegne possono quindi comprendere un piano dei messaggi, i testi approvati, le email configurate e un resoconto. Se il freelance prepara soltanto i testi, gli altri passaggi devono avere un responsabile individuato. Per approfondire il tema puoi leggere la guida alla strategia email marketing.
Come diventare digital marketer
Per avvicinarti al lavoro, puoi costruire un percorso che unisca studio, esercitazioni e confronto sulle attività svolte. Una formazione in marketing, economia o comunicazione può offrire basi utili; corsi dedicati e pratica aiutano ad approfondire gli strumenti.
Una sequenza ragionevole per iniziare è:
- Studiare i fondamenti: destinatari, offerta, obiettivi, canali e misurazione.
- Scegliere un’area da approfondire: per esempio contenuti, email o pubblicità.
- Svolgere un’esercitazione completa: partire da una richiesta, preparare il lavoro e verificarlo.
- Ricevere osservazioni: confrontarsi con una persona esperta sugli errori e sulle scelte.
- Documentare il percorso: descrivere ciò che è stato fatto e quello che resta da migliorare.
Un’esercitazione potrebbe consistere nel preparare una piccola sequenza di benvenuto: destinatario, obiettivo, messaggi, collegamenti e controllo finale. Può entrare nel portfolio se viene presentata chiaramente come simulazione.
Quando scegli un corso, esamina programma, esercitazioni, modalità di revisione e docenti. La possibilità di ricevere osservazioni sul lavoro svolto è un elemento concreto da valutare insieme alle lezioni.
Il percorso continua anche dopo i primi incarichi: strumenti e modalità di utilizzo cambiano, mentre l’esperienza aiuta a riconoscere problemi che un’esercitazione può non far emergere.
Come valutare portfolio e competenze di un freelance
Un portfolio è più utile quando rende comprensibili problema iniziale, attività svolta e contributo personale. Una schermata con un numero positivo lascia domande aperte: quale periodo descrive, da quali dati deriva e quali altri interventi erano in corso?
Se stai valutando una collaborazione, chiedi un esempio pertinente al tuo incarico. Per una revisione delle email, puoi osservare come il professionista organizza i messaggi e spiega le scelte. Per un piano editoriale, puoi valutare il collegamento tra argomenti, destinatari e obiettivo.
La descrizione delle competenze dovrebbe inoltre distinguere ciò che il freelance realizza direttamente dalle attività che coordina o affida ad altri. Per il confronto con i ruoli di consulenza puoi approfondire consulente web marketing, consulente digitale e digital strategist.
Quanto costa e quanto guadagna un digital marketer freelance
Il compenso di un incarico dipende da ampiezza del lavoro, specializzazione, materiali da produrre e durata della collaborazione. Un’analisi iniziale e una gestione continuativa richiedono impegni differenti.
Dal punto di vista del freelance, il prezzo deve considerare anche il tempo dedicato a preparazione, revisioni, aggiornamento e organizzazione. Il fatturato non coincide con il guadagno disponibile: vanno considerate le spese e gli altri impegni dell’attività.
Per chi acquista, il confronto è più utile quando le proposte indicano consegne, tempi e supporto previsto. Per chi inizia a lavorare, stimare le ore necessarie e confrontarle con quelle effettivamente impiegate aiuta a correggere le valutazioni successive.
Definire il primo incarico
Un incarico comprensibile parte da un’esigenza circoscritta: preparare una sequenza di email, rivedere un gruppo di contenuti oppure analizzare un percorso di acquisizione. Descrivi il risultato atteso, i materiali disponibili e chi userà le consegne.
Individua poi gli indicatori pertinenti. Nella guida ai KPI di marketing trovi criteri per distinguere le misure delle attività dai risultati commerciali.
Se la difficoltà riguarda le pagine del tuo sito, i contenuti SEO o la progettazione di un funnel, puoi partire da un’analisi dell’esigenza. Nella consulenza per siti web descrivo come lavoro su struttura, contenuti e percorso delle persone.





